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Lunedì, Settembre 23, 2019

1. L’uso del grasso e delle guarnizioni O-ring per incrementare il grado IP

In generale, il grado di protezione IP richiesto nei dispositivi elettrici varia in funzione dell’applicazione. Le richieste di base legate alla sicurezza elettrica riguardano un grado minimo IP20 (secondo la norma IEC 60529) di protezione dei conduttori in tensione. Se pensiamo che il grado IP20 corrisponde ad una “protezione contro l’accesso di un dito o di oggetti simili” capiamo che si tratta di una prescrizione molto blanda.
Fino ai primi anni 2000, le custodie antideflagranti con metodo di protezione ‘Ex db’ non avevano un grado di IP elevato. Prive di guarnizioni, garantivano il grado di protezione IP54 corrispondente a: “ingresso di polvere permesso ma non tale da pregiudicare il funzionamento dell’apparecchiatura, protezione garantita da spruzzi d’acqua”.
Era allora prassi utilizzare il grasso al silicone sulle flange delle custodie ‘Ex db’ per incrementare il grado IP, portandolo all’IP55.
 
 
 
Esempio di una cassetta di fine anni 90 priva di O-Ring sulla flangia
 
Cortem Group ha successivamente apportato un miglioramento: l’applicazione di apposite guarnizioni O-ring nelle flange che ha permesso di raggiungere gradi di protezione IP molto più elevati arrivando agli attuali IP66/67.
Questo ha reso il grasso siliconico una soluzione obsoleta per il miglioramento del grado IP, relegando il suo utilizzo alla funzione di protezione del giunto.
Esempio di custodia antideflagrante di recente produzione con O-Ring sulla flangia
 
Un altro aspetto da tenere in considerazione è che le custodie antideflagranti sono spesso usate anche negli ambienti classificati per polveri potenzialmente esplosive: Zona 21 e Zona 22. La normativa di prodotto per apparecchiature destinate ad essere installate in tali zone (IEC/EN 60079-31) riporta che l’uso esclusivo del grasso per ottenere un livello di protezione IP è considerato non soddisfacente. 
In altre parole, quando si parla di polveri, la necessità della presenza di un O-ring o di altra guarnizione è sancita direttamente dalla norma.
Un concetto analogo lo si trova all’interno della normativa per i pressacavi, per gli adattatori e per gli elementi di otturazione a prova d’esplosione con filettature parallele. Per raggiungere un adeguato grado di protezione IP, essi possono essere provvisti di una guarnizione tra il dispositivo di entrata e la custodia a prova di esplosione. È comunque previsto anche l’uso di un grasso adatto, a condizione che sia non indurente, non metallico e non combustibile, e che ogni collegamento e terra tra le due parti sia mantenuto.
Da tempo Cortem Group ha adottato l’uso delle guarnizioni negli accessori con filettatura cilindrica rendendo non necessario l’uso del grasso. Nelle filettature coniche, come NPT e ISO 7/1 Rp, che già di per sé possono garantire un grado di protezione pari a IP54, è invece usata la Loctite 577 per raggiungere un grado di protezione pari a IP66/67.
 
2. L’uso del grasso come protezione dei giunti
 
Nelle custodie antideflagranti è previsto e caldeggiato dalla normativa un ulteriore uso del grasso: la protezione dei giunti.
I giunti, infatti, sono un elemento essenziale delle custodie antideflagranti: hanno lo scopo di far trafilare all’esterno i gas in caso di esplosione permettendone il raffreddamento ed inibendo l’innesco della atmosfera esterna.
L’utilizzo del grasso in fase di assemblaggio può prevenire il grippaggio nei giunti cilindrici e nei giunti filettati facilitando l’accoppiamento, considerando le strette tolleranze in gioco. Si dovrà utilizzare un grasso che non invecchi e che non contenga solventi in grado di evaporare e corrodere e sarà necessario prestare attenzione ad apporne la giusta quantità. Un agente inibitore della corrosione potrebbe essere la vaselina o il sapone addensato con oli minerali. 
Le caratteristiche del grasso andranno ricercate nel materiale messo a disposizione dal produttore del grasso.