Direttiva Atex 2014/34/UE: normativa e stato dell’arte

Un principio fondamentale della Direttiva ATEX 2014/34/UE, condiviso con le altre direttive dell'Unione, è la limitazione dell’armonizzazione legislativa ai requisiti essenziali di salute e sicurezza di interesse pubblico. In seno a questa armonizzazione legislativa, un ruolo di primaria importanza è rivestito dalla normativa tecnica armonizzata e dal concetto di stato dell’arte della tecnica. A quest’ultimo fa riferimento la Direttiva ATEX come requisito chiesto ai costruttori.


di Andrea Battauz, R&D Project Engineer di Cortem Group

Premessa

Un principio fondamentale della Direttiva ATEX 2014/34/UE, condiviso con le altre direttive dell'Unione, è la limitazione dell’armonizzazione legislativa ai requisiti essenziali di salute e sicurezza di interesse pubblico. Tali requisiti riguardano la protezione della salute e della sicurezza degli utenti (ad esempio lavoratori o consumatori), ma possono riguardare anche altri ambiti (ad esempio la protezione della proprietà, le risorse scarse o l’ambiente). [1]

In seno a questa armonizzazione legislativa, un ruolo di primaria importanza è rivestito dalla normativa tecnica armonizzata e dal concetto di stato dell’arte della tecnica. A quest’ultimo fa riferimento la Direttiva ATEX come requisito chiesto ai costruttori. Cerchiamo di capire in cosa consiste lo stato dell’arte.

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RESS, presunzione di conformità da norme armonizzate e stato dell’arte


La direttiva ATEX 2014/34/UE prescrive che un apparecchio soddisfi i RESS ovvero i “Requisiti essenziali di salute e sicurezza”, in inglese indicati con l’acronimo EHSR. In particolare, l'allegato II della direttiva fornisce una panoramica dei RESS da adottare per evitare il rischio di esplosione, senza però includere specifiche tecniche e di fabbricazione dettagliate.


Questi dettagli prettamente tecnici sono descritti dalle norme armonizzate europee, dunque il percorso normale per dimostrare la conformità ai RESS è quello di conformarsi ai requisiti forniti in una o più norme armonizzate europee.[1]

Le norme armonizzate europee attuali e pertinenti sono considerate come una dimostrazione dello "stato dell'arte" per un particolare tipo di protezione.


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Figura 1: Percorso normale per dimostrare la conformità ai RESS


Se non vengono utilizzate le norme armonizzate europee, l'applicazione diretta dei RESS è possibile ma spetta alla persona che dichiara la conformità dimostrare la base tecnica per tale dichiarazione, compresa la prova dell'equivalenza delle misure protettive intraprese. [1] 

In questa situazione ricade l’utilizzo di una norma non armonizzata, il suo impiego può essere possibile ma deve essere giustificato. [2]

Grazie a questa architettura legislativa la direttiva fissa i principi base (RESS) mentre alla normativa è delegata la definizione tecnica dei RESS.Va da sé che la normativa, dovendo seguire lo sviluppo tecnologico, necessiterà di continue riedizioni per rimanere aggiornata allo status quo della tecnica.

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La Gazzetta Ufficiale e le edizioni delle norme attualmente in vigore


Per individuare le norme attuali e pertinenti da applicare, è utile un breve excursus sull’attuale iter di sviluppo delle normative armonizzate.

La gran parte delle normative armonizzate relative al mondo ATEX sono emesse dal CENELEC (European Commitee for Electrotechnical Standardization) e basate (identiche o con qualche modifica) sugli standard IEC (International Electrotechnical Commission). Le norme EN vengono poi recepite e tradotte in Italia ad opera del CEI (Comitato Elettrico Italiano), in qualche caso con modifiche valide sul territorio nazionale dette deviazioni nazionali o in inglese National Amendment. 

Come già sottolineato, la normativa segue lo sviluppo della tecnica ed ha un’evoluzione continua. In campo ATEX, le norme europee armonizzate hanno mediamente un ciclo di cinque anni tra il rilascio di una nuova edizione e la precedente. L’edizione della norma attualmente valida è visibile sulla Gazzetta Ufficiale, liberamente scaricabile dal sito della comunità europea.


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Sulla Gazzetta Ufficiale troviamo anche altri dettagli della normativa armonizzata. In particolare, è presente la normativa sostituita dalla nuova norma rilasciata e la data di cessazione della presunzione di conformità della norma sostituita (la vecchia norma). In altre parole, la vecchia norma continua ad essere valida per un certo lasso di tempo, dopo il quale scade.


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Figura 3: Dettaglio di Gazzetta Ufficiale con la norma sostituita e la data fino alla quale è ancora valida


Questo periodo di coesistenza tra nuova e vecchia norma dura circa due anni, in questo intervallo entrambe le edizioni della norma sono considerate valide al fine di garantire la conformità alla regola d’arte. La ratio alla base di questa concessione è la possibilità di smaltimento di eventuali giacenze di dispositivi conformi alla norma precedente.

Chi acquista componentistica o apparecchiature ATEX deve quindi richiedere queste informazioni al distributore o all’agente commerciale. Infatti, la presunzione di conformità alla regola d’arte non è assicurata se il prodotto è conforme a normative di edizioni precedenti a quelle vigenti. Le normative a cui il dispositivo è idoneo si troveranno elencate nella dichiarazione di conformità UE [3].


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Figura 4: Dettaglio di Gazzetta Ufficiale e periodo di coesistenza tra la norma vecchia e la nuova

The Gap Analysis

Vediamo ora un caso particolare che riguarda un apparecchio elettrico di categoria 1 o 2. Come sappiamo un tale apparecchio elettrico deve essere dotato di certificato di tipo emesso da un organismo notificato, in aggiunta alla dichiarazione di conformità UE recante le norme alle quali l’apparecchio è conforme. Ebbene, può succedere che la normativa riportata sul certificato di tipo e quella indicata nella dichiarazione di conformità UE siano di una edizione diversa. 

Ciò può accadere se la nuova edizione di una norma introduce cambiamenti ed estensioni che non riguardano l’apparecchio in questione [4] o se le modifiche normative sono di carattere editoriale. 

Il costruttore può quindi svolgere una gap analisys (ovvero un’analisi delle differenze) tra vecchia e nuova norma e dichiarare la conformità alla nuova norma. [5]

Conclusioni

Le direttive non sono descrittive di requisiti tecnici come lo è la normativa armonizzata. Questo permette di non dovere continuamente revisionare le direttive, lasciando alla normativa armonizzata il compito di seguire l’evoluzione tecnologica.

Questo assetto legislativo permette anche di superare lo stallo nel caso in cui un’apparecchiatura non rientri nei casi già trattati dalla normativa armonizzata, optando in questo caso per l’applicazione diretta dei RESS. Benché possa sembrare una situazione accademica, nello schema normativo IECEX troviamo un parallelismo particolarmente significativo. In questo schema non esista la possibilità di uscire dal solco tracciato dalla norma, ragion per cui, per ovviare a questa situazione, è stato introdotto il modo di protezione tipo “s” (ovvero speciale). Nel giro di pochi anni dalla pubblicazione della norma, molte apparecchiature così marcate sono state certificate e lanciate sul mercato. [6]

Norme di riferimento e bibliografia

[1] ATEX Guidelines May 2020 § 139

[2] ATEX Guidelines May 2020 § 140

[3] Direttiva 2014 34 UE - allegato 10 – par. 6

[4]esempio: una modifica alla norma EN 60079-7 nel paragrafo delle macchine rotanti non ha ripercussioni sulla conformità di una lampada a sicurezza aumentata

[5]per verificare la pertinenza di una modifica alla norma ad un determinato prodotto si può verificare la portata della modifica alla norma nell’allegato ZY

[6]HazardEx 2 2018 – pag. 15

Data pubblicazione: 26-10-2021

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