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Il dimensionamento meccanico dei contenitori

Domenica, 1 Giugno 2014 PDF icon Il dimensionamento meccanico dei contenitori ad uso quadro - Parte seconda
In questa seconda parte vogliamo descrivere i criteri che ci guidano al dimensionamento “meccanico” dei contenitori per l’impiego in ambienti con pericolo di esplosione. Innanzitutto è fondamentale avere i parametri di dimensionamento che devono essere comunicati dal cliente in sede di richiesta dimensionale e che formano la base per proseguire nell’analisi tecnica, parametri che si possono riassumere in: Esecuzione; Classe di temperatura; Temperatura ambiente; Descrizione della composizione del quadro e delle caratteristiche elettriche; Il dimensionamento di pre-riscaldo del contenitore.

Criterio dimensionale per la progettazione delle custodie ‘Ex d’ e ‘Ex e’

Giovedì, 1 Maggio 2014 PDF icon Criterio dimensionale per la progettazione di custodie 'Ex d' e 'Ex e' ad uso quadro
Molti clienti ci segnalano l’esigenza di avere a disposizione un criterio dimensionale per le custodie utilizzabili come quadri di distribuzione, avviamento, controllo, segnalazione e smistamento cavi. Trattandosi di un argomento che ricopre diverse problematiche di carattere dimensionale/costruttivo, in questa prima parte della trattazione intendiamo mettere in risalto le variabili inerenti al corretto dimensionamento di custodie adatte per installazione in ambienti con pericolo di esplosione, sia sotto l’aspetto meccanico, sia sotto l’aspetto elettrico.

La nuova Direttiva ATEX 2014/34/UE

Martedì, 1 Aprile 2014 PDF icon La nuova direttiva ATEX 2014/34/UE
Una grande novità si aggiunge al movimento normativo che caratterizza il settore delle apparecchiature che possono essere impiegate in luoghi che presentano un’atmosfera potenzialmente esplosiva. Il 29 marzo 2014, la Nuova Direttiva ATEX è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea. La nuova Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio del 26 febbraio 2014, che prende il nome di ATEX 2014/34/UE, riguarda l’armonizzazione delle legislazioni degli stati membri relative alle apparecchiature e ai sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfera potenzialmente esplosiva. L'obiettivo della direttiva 2014/34/EU è quello di garantire la libera circolazione dei prodotti ai quali si applica nel territorio dell'UE. Pertanto, la direttiva, basata sull'articolo 95 del trattato CE, prevede i requisiti e le procedure per stabilire le conformità armonizzate.

Apparecchiatura elettrica antideflagrante o stagna?

Sabato, 1 Marzo 2014 PDF icon Apparecchiatura elettrica antideflagrante o stagna
Molto spesso le apparecchiature antideflagranti sono confuse con le apparecchiature stagne, anche negli ambienti tecnici. Questo deriva dall’errata convinzione che è possibile evitare un’esplosione cercando di impedire il contatto tra atmosfera esplosiva e fonte dell’innesco elettrico (scintilla, arco o punto caldo). Questo può essere parzialmente vero se la sostanza pericolosa è una polvere in sospensione nell’aria, ma è una convinzione errata quando l’atmosfera esplosiva è rappresentata da un gas. Questa convinzione può causare un uso improprio della custodia, ritenuta erroneamente stagna, come l’installazione in condizioni non idonee a garantirne la totale sicurezza.

Il metodo di protezione "Ex d IIB + H2": una valida alternativa al IIC

Sabato, 1 Febbraio 2014 PDF icon Metodo di protezione Ex d IIB
Nel corso degli anni tra i tecnici si è radicato il concetto che, per le zone con atmosfera esplosiva di tipo IIC, si dovessero necessariamente utilizzare custodie con giunto cilindrico caratterizzate, normalmente, da un corpo rotondo e da imbocchi filettati fissi che rendono più complicato l’affiancamento per la realizzazione di quadri elettrici. Questo preconcetto non è esatto, in quanto, se andiamo a leggere la Norma EN 60079-1, al paragrafo 5.2.7, scopriamo che i giunti flangiati piani, tipici delle custodie per gruppo IIA e IIB, non sono ammessi nel Gruppo IIC per volumi superiori a 0,5 litri soltanto se l’atmosfera esplosiva è caratterizzata dall’acetilene. Sono, invece, ammessi in presenza di idrogeno. Negli ultimi anni, pertanto, si sono iniziate a produrre custodie a prova di esplosione, con modo di protezione “Ex d IIB + H2”...

La messa a terra nelle fasi di carico/scarico delle autobotti

Mercoledì, 1 Gennaio 2014 PDF icon La messa a terra nelle fasi di carico/scarico delle autobotti
Che cosa giustifica il costo elevato di una pinza di messa a terra che, nel pensiero comune, altro non è che un semplice cavo che connette un veicolo a una presa di terra? In questo articolo, spiegheremo il funzionamento della pinza di messa a terra e la motivazione del suo costo. E’ ormai risaputo che, uno per principali fattori d’innesco di un’atmosfera esplosiva, è rappresentato dalle scintille che possono essere provocate dall’elettricità statica. Sappiamo, inoltre, che un mezzo di trasporto che viaggia su ruote gommate attraverso l’aria, si carica di particelle di elettricità statica che possono scaricarsi a terra attraverso varie vie.

Locali di ricarica delle batterie dei carrelli elevatori

Domenica, 1 Dicembre 2013 PDF icon Locali di ricarica delle batterie dei carrelli elevatori
Quale azienda di produzione o commerciale oggi non dispone di un carrello elevatore adibito al trasporto interno di materiali ingombranti? Ormai si tratta di un’attrezzatura presente un po’ ovunque. Negli anni i carrellini a trazione elettrica hanno sostituito quelli più grandi spinti da motori diesel. Sicuramente i vantaggi per l’ambiente, in quanto a emissioni nocive, sono stati rilevanti, ma quanti si sono finora soffermati sulla pericolosità del luogo destinato alla ricarica delle batterie?

Approfondimento sulla Risk Based Inspection

Venerdì, 1 Novembre 2013 PDF icon Approfondimento sulla Risk Based Inspection
Il metodo Risk Based Inspection (RBI) è utilizzato al fine di ottimizzare le frequenze d’ispezione su impianti e apparecchiature. Questo metodo è stato sviluppato partendo dalla normativa API-580 e API-581 emessa dall'American Petroleum Institute e viene oggi utilizzato per la gestione delle ispezioni e delle manutenzioni negli impianti chimici e petrolchimici. L’obiettivo dell’applicazione di questa metodologia di controllo è quello di colmare le lacune che presenta la programmazione di ispezioni, controlli e manutenzioni basata su tempistiche fisse, che normalmente non tiene conto di quelle che sono state le esperienze precedenti, non permettendo di variare le frequenze delle verifiche effettuate sulle apparecchiature e, in genere, sugli impianti.

Le responsabilità in un impianto installato in zona classificata

Martedì, 1 Ottobre 2013 PDF icon Le responsabilità in un impianto installato in zona classificata
Quando parliamo di un impianto elettrico in una zona con presenza di atmosfera esplosiva, dobbiamo distinguere diverse responsabilità suddivise tra soggetti con competenze differenti. La grande distinzione deve essere fatta tra la responsabilità sulle apparecchiature e la responsabilità sull’impianto elettrico.

Tempi lunghi per i LED a sicurezza aumentata

Domenica, 1 Settembre 2013 PDF icon Tempi lunghi per i LED a sicurezza aumentata
Gli estensori della Direttiva ATEX 94/9/CE lo avevano già previsto nell’ormai lontano 1994: la tecnologia sarebbe avanzata molto più velocemente che non il mondo normativo, ancorato a tempi biblici per l’emissione di una nuova norma. Allora, era stata prevista la possibilità che i laboratori accreditati avrebbero potuto certificare, in modo autonomo, i prodotti che non erano previsti dalla normativa perché di tecnologia avanzata. La proposta, dopo varie vicissitudini, era stata resa praticamente inapplicabile e, oggi, ne paghiamo le conseguenze.

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